BOTULISMO INFANTILE: QUANDO IL MIELE PUÒ UCCIDERE.

“Il miele è come il sole del mattino, ha tutta la grazia dell’estate e l’antica frescura dell’autunno. È la foglia appassita ed è il frumento.”.  Così recitano alcuni versi di Federico Garcia Lorca. Come dargli torto?

Il miele è il prodotto della trasformazione, effettuata dalle api, delle secrezioni dei fiori (nettare) e delle secrezioni di alcuni insetti (melata).

É un prodotto molto apprezzato sulle tavole di tutto il mondo, ha numerosissime proprietà oltre ad essere un alimento energetico ricco di glucosio, fruttosio, sali minerali e vitamine.

Viene utilizzato come dolcificante, come alimento e addirittura come un composto emolliente e protettivo nelle preparazioni cosmetiche.

Insomma, sembra che il miele sia una sorta di pozione magica pronto a risolvere qualsiasi problema. Ed in effetti può essere considerato un vero e proprio toccasana, fino a quando non viene somministrato ai lattanti di età inferiore ai 12 mesi.

Le nonne consigliavano spesso di intingere il ciuccio nel miele per consolare il bebè che piangeva e di fronte alle resistenze delle mamme, scoraggiate dai pediatri che giustamente lo vietavano, la saggezza popolare rispondeva che “tutti siamo cresciuti con il miele sul ciuccio”. Ebbene questa motivazione non è né valida, né rassicurante, il ciuccio intinto nel miele è una pessima abitudine che espone il piccolo ad un duplice rischio:

  • il miele sul succhiotto favorisce la proliferazione delle carie nella bocca del piccolo;
  • il miele somministrato prima dell’anno può causare un’intossicazione: il botulismo infantile.

Il miele proprio perché è un prodotto naturale potrebbe contenere al suo interno spore di Clostridium botulinum.

Contrariamente al botulismo alimentare, che è dovuto all'ingestione di tossine botuliniche formatesi nella conserva alimentare, nel botulismo infantile si ingeriscono le spore. Tali spore, giunte nel tratto intestinale del lattante, in rarissimi casi possono trovare le condizioni ideali per svilupparsi. Durante le fasi di moltiplicazione microbica i ceppi di botulino producono le tossine. Quindi nel botulismo infantile le tossine sono prodotte in situ nell'intestino del lattante di età inferiore ad un anno. Si parla sempre di età inferiore ad un anno perché in questo periodo la flora intestinale è ancora immatura e potrebbe non essere in grado di contrastare naturalmente (come invece succede successivamente) lo sviluppo delle spore di botulino a cui quotidianamente siamo tutti esposti.

Il botulismo infantile non è una malattia infettiva, non è contagiosa e non si trasmette da un soggetto ad un altro.

La maggior parte dei casi di botulismo infantile coinvolge le tossine di tipo A o B.

La sintomatologia è caratterizzata da stipsi, presente nella maggior parte dei casi ed è seguita da paralisi neuromuscolare, che inizia dai nervi cranici e procede verso la muscolatura periferica e respiratoria. Il deficit dei nervi cranici tipicamente comprende paralisi dei muscoli extraoculari, pianto debole, suzione scarsa, riflesso del vomito diminuito, perdita delle secrezioni orali, tono muscolare ridotto (sindrome del bambino floscio) e faccia inespressiva.

La diagnosi si effettua con la ricerca delle tossine o di C. botulinum  nelle feci e il trattamento è a base di immunoglobulina botulinica umana.

Gli antibiotici non sono indicati perché possono lisare C. botulinum nell'intestino e aumentare così la disponibilità di tossina.

Il botulismo infantile può essere preso anche con la polvere domestica.

In conclusione, nonostante il rischio sia estremamente basso si sconsiglia il consumo di miele crudo in bambini con età inferiore ad un anno. Inoltre si ribadisce che il miele non è un prodotto pericoloso una volta passati i 12 mesi.

ANTHONY SCORZELLI

Fonti:

Istituto Superiore della Sanità

http://www.infantbotulism.org/physician/clinical.php

http://old.iss.it/binary/cnrb/cont/Botulismo_Infantile_Info_genitori.pdf

CEIRSA

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